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      La Vendemmia  
 
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Grande vendemmia, grazie ad un grande settembre

I primi mesi del 2004 sono stati caratterizzati da abbondante piovosità che ha permesso il ripristino di gran parte delle riserve idriche così fortemente compromesse nella stagione 2003, e da un lento risveglio vegetativo della vite: il germogliamento è risultato 8-10 giorni più tardivo rispetto a quanto osservato negli ultimi anni.
La primavera è stata regolare, senza gelate tardive e con piovosità nella media. Nei periodi successivi gli episodi piovosi sono stati tutto sommato limitati, di breve durata e ben distanziati tra loro; questo ha favorito un abbondante ma regolare sviluppo vegetativo della vite, con limitate manifestazioni di carenze o squilibri nutrizionali.
Nel 2004 la vite ha prodotto in media un elevato numero di grappoli di dimensioni medio-grandi; già ad inizio estate era prevedibile una vendemmia quantitativamente abbondante.
Le temperature estive non sono mai state molto elevate e non si sono registrati i periodi di grande afa che avevano caratterizzato le ultime estati: l'inizio invaiatura è stato osservato solo a partire dai primi giorni di agosto. I primi campionamenti delle uve hanno messo in evidenza un notevole ritardo della maturazione.
Per fortuna le premesse di una difficile vendemmia sono state spazzate via da un mese di settembre perfetto: temperature sopra la media, elevata escursione termica tra giorno e notte, giornate ventilate e soleggiate con bassa umidità relativa, una sola breve parentesi di pioggia a metà mese, sono tutti fattori molto favorevoli alla maturazione dell'uva. Infatti i campionamenti degli acini effettuati per tutto settembre hanno mostrato un costante e significativo incremento nel contenuto degli zuccheri nelle uve, accompagnato da una regolare degradazione dell'acidità. L'andamento climatico favorevole ha garantito un ottimo stato sanitario delle uve ed ha permesso di posticipare la data di vendemmia.
Alla raccolta le uve avevano in media un elevato contenuto di zuccheri, accompagnato da un equilibrio acido praticamente perfetto; gli antociani erano presenti nelle uve rosse in quantità elevata: i vini saranno generalmente meno alcolici rispetto al 2003 ma sicuramente più equilibrati, tipici ed eleganti. Le varietà aromatiche come il Moscato presentavano un eccellente contenuto in terpeni, in grado di garantire vini particolarmente profumati.
Curando attentamente la difesa e quindi la sanità delle uve, diradando per tempo, lasciando il tempo alla vite di completare la maturazione e raccogliendo tardi si sono ottenuti grandi vini.

 
 
 
 
     
 



Grappa "Bricco dell'Uccellone"

 

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